Il Rolex Explorer è un orologio sportivo e dall’interessante background storico, legato alla prima scalata dell’Everest della storia.

Rolex Explorer

Quando si parla di Rolex, a volte ci si dimentica dell’Explorer. Competere con la fama di Submariner, GMT, Daytona e compagnia bella non è certo semplice. Non significa però che il Rolex Explorer sia un signor nessuno: è un orologio che vanta una folta schiera di appassionati e che come tutti i Rolex gode di enorme popolarità. La sua storia è inoltre addirittura antecedente rispetto a Submariner e GMT.

Sulla cima dell’Everest con un Datejust

Edmund e Tenzing

La cima dell’Everest venne raggiunta dall’uomo per la prima volta nel 1953. Ad entrare nella storia furono l’alpinista neozelandese Edmund Hillary insieme allo sherpa Tenzing Norgay. Tenzing portava al polso un Datejust d’oro, donatogli da Rolex stessa per commemorare la spedizione dell’anno precedente, sponsorizzata appunto dalla maison svizzera.

foto http://rolexpassionreport.com

La spedizione del 1953 annoverava fra gli sponsor la manifattura Smiths, mentre non è chiaro se anche Rolex fosse compresa. Indipendentemente da questo fatto, il Datejust al polso di Tenzing fu un pretesto sufficiente a Rolex per celebrare l’impresa presentando un nuovo Oyster Perpetual: si trattava appunto dell’Explorer.

Il primo Rolex Explorer: 6350

Honeycomb, foto http://www.matthewbaininc.com

La prima referenza fu la 6350, già portatrice di quelle caratteristiche che ancora oggi definiscono il design del Rolex Explorer: dial nero, indici batòn, sfere mercedes, numeri arabi ai cardini e triangolo al 12. Alcuni esemplari del 6350, soprannominati oggi Honeycomb e piuttosto ricercati dai collezionisti, riportavano sul quadrante un’insolita lavorazione guilloche con texture ad alveare.

La minuteria e le scritte sul dial sono di color dorato, ragion per cui si parla di quadrante gilt. Nella parte alta del quadrante compariva per la prima volta la scritta Rolex Oyster Perpetual Explorer, mentre nella parte Officially Certified Chronometer.

Essendo pensato per l’avventura, il 6350 era stato equipaggiato di una cassa da 36mm di grande robustezza, appositamente rinforzata. Grazie a speciali lubrificanti, il calibro poteva inoltre resistere a temperature estreme, comprese tra -20°C e 40°C.

Il movimento era l’automatico A296.

Rolex Explorer 1016

foto analogshift.com

Al 6350 fece seguito il 6610 prima ed il 1016 poi. Quest’ultima referenza si rivelò particolarmente longeva: rimase in produzione dal 1959 al 1989.

Sul 1016 trovamo quadrante nero matte, indici scavati e luminescenti, numeri arabi ai cardini. La minuteria rimane dorata ma diventa aperta, non più continua come accadeva nel 6610.

Con l’introduzione di questa referenza, oltre all’utilizzo di un nuovo calibro venne anche migliorata l’impermeabilità: si passò dai 50m dei precedenti Explorer ad una resistenza fino a 100m di profondità.

Nei trent’anni di vita del 1026 si susseguirono 3 movimenti automatici: 1530, 1560 e 1570.

Il 1560 era un automatico a 18.000 oscillazioni orarie dotato di spirale libera Breguet e del sistema antiurto KIF Flector.  Negli anni ’70 il 1560 venne rimpazzato dal 1570, movimento dalla frequenza incrementata a 19.800 oscillazioni e soprattutto dotato di fermo macchina.

Rolex Explorer 14270

Il Rolex Explorer 1016 fu l’ultimo Rolex ad utilizzare cristallo acrilico. Nel 1990 venne lanciata la nuova referenza 14270, che adottava cristallo zaffiro antigraffio ed il cui dial era nero laccato.

Un’altra importante novità di questa incarnazione fu quella di passare agli indici applicati, batòn luminescenti con bordi in oro bianco 18k. Stesso discorso vale anche per i numeri arabi, che diventarono più larghi ed assunsero l’aspetto che vediamo anche sugli Explorer contemporanei.

Personalmente trovo che le precedenti referenze avevano un perfetto equilibrio di elementi, che con l’introduzione degli indici applicati e soprattutto con il cambio di font è andata un po’ persa. Quello che è certo, è che con il 14270 si è entrati nell’era moderna dei Rolex Explorer.

L’anima del 14270 era il calibro 3000, automatico a 28.800 oscillazioni orarie.

Rolex Explorer 214270

foto http://www.regaltime.co.uk

La referenza 214270 è quella contemporanea, e la trovate anche attualmente sul catalogo Rolex. È stata introdotta nel 2010.

Con questa referenza ci fu per la prima volta un cambio di diametro: dai canonici 36mm, la cassa Oyster (acciaio inossidabile 904L) diventò di 39mm, per adeguarsi agli standard del nostro periodo.

Il calibro incassato è il 3132, sempre appartenente alla serie 3000. Lavora ad una frequenza di 28.800 oscillazioni orarie, è dotato del sistema antiurto Paraflex ed utilizza spirale Parachrom blu libera di tipo Breguet.

Fino al 2016, i numeri sul quadrante del 214270 erano privi di luminescenza, poiché realizzati interamente in oro bianco. Restavano invece luminescenti gli indici. Dal 2016 sono invece tornati ad essere luminescenti anche gli indici, e sono inoltre state aggiustate le proporzioni del gioco sfere.

Conclusioni

Il Rolex Explorer, prezzo di listino 6.050€, è un orologio sportivo, robusto ed informale. Pur non essendo un dress watch, grazie alle sue proporzioni riesce a mantenersi anche elegante e discreto.
È inoltre portatore di uno di quei design fortunati che si sposano benissimo sia con bracciale che con cinturino in pelle, assumendo un aspetto più moderno nel primo caso e più vintage nel secondo.

Se dovessi scegliere un exit watch, il Rolex Explorer sarebbe sicuramente fra i miei candidati.

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1 Comment

  1. A mio modesto parere, l’ultima versione del Rolex Explorer 14270 è stata la più bella e affascinante e la cassa da 36mm donava all’orologio un’eleganza che purtroppo si è persa per maldestre strategie commerciali.
    Sono certo che se avessero lasciato in produzione i due modelli il 36 mm avrebbe avuto maggior successo del 40mm.
    Peccato.

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