Gerald Genta è stato un designer svizzero, noto soprattutto per aver disegnato alcuni iconici orologi per maison come IWC, Audemars Piguet, Universal Geneve, Bulgari e Patek Philippe.

I 15 Franchi a lavoro degli albori

Gerald Genta nacque nel 1931 a Ginevra, da madre svizzera e padre originario del Piemonte. Sin da giovane mostrò uno spiccato interesse per le arti, in particolare per la pittura e la scultura. A 20 anni intraprese un percorso di formazione nell’ambito della gioielleria, ottenendo un diploma nella lavorazione dell’oro e dei gioielli.

Gerald si rese presto conto che il design dei gioielli, più che la loro creazione, era ciò che metteva meglio a frutto il suo talento.  Per questo motivo cominciò a lavorare come designer freelance, vendendo i suoi progetti a gioiellieri ed a manifatture di orologi. La sua paga all’epoca era di soli 15 Franchi svizzeri per ogni lavoro, e grazie alla sua crescente fama arrivavano commissioni anche da Stati Uniti, Italia, Germania e Francia.

All’epoca il design degli orologi era solitamente frutto di uno scambio di idee tra le case e chi forniva loro le varie parti. Gli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale erano inoltre un periodo poco brillante dal punto di vista dell’estetica degli orologi, che abbandonato il Deco avevano assunto un aspetto austero e prettamente utilitaristico.

Grazie anche a questo contesto, nei primi anni ’50 molte importanti maison si fecero avanti nel tentativo di assicurarsi le idee di Gerald Genta.

La nascita dell’ Universal Geneve Polerouter

Nel 1954 la Universal Genève gli commissionò il design di un nuovo orologio: il Polarouter (conosciuto in seguito come Polerouter). Gerald aveva solo 23 anni.

La Universal Genève all’epoca forniva gli orologi all’equipaggio della Scandinavian Airlines System e decise di realizzare un omaggio in occasione dell’importante traguardo raggiunto con l’inaugurazione delle rotte che collegavano New York all’Europa passando per il Polo Nord.

Viaggiare sopra il Polo Nord non era infatti un problema banale, poiché occorreva rivedere interamente il sistema di navigazione per far fronte agli elevati campi magnetici in corrispondenza del Polo. Gli strumenti di misurazione del tempo soffrivano dello stesso problema, e tra essi anche gli orologi da polso indossati dall’equipaggio.

Il design del Polerouter

foto polerouter.weebly.com

Il Polerouter restò in produzione fino alla fine degli anni sessanta, venendo proposto in svariate incarnazioni. La cassa del primo Polerouter aveva un diametro di 34,5mm ed era caratterizzata dalle particolari anse bombé.

Il dial tuxedo è composto da due settori, che giocano sul netto contrasto cromatico e sulla tridimensionalità dell’anello esterno rialzato. Oltre ad essere rialzata, la parte esterna è lavorata e presenta indici in rilievo. La parte interna è nera e bidimensionale, lasciando così la scena alle sfere dauphine argentate ed al crosshair.

Sulle successive referenze venne aggiunta una finestra della data trapezoidale, che diede vita probabilmente al Polerouter dell’immaginario collettivo.

Omega Seamaster e Constellation

Dal 1960 al 1965 Gerald venne messo sotto contratto da Omega. Il suo compito era quello di interfacciarsi con i fornitori di casse, quadranti e bracciali. Per questo motivo possiamo dire che sicuramente in quegli anni la produzione Omega aveva la firma di Gerald Genta su numerosi aspetti, ma è più fumoso capire quali orologi fossero veramente la realizzazione di sue idee.

Per fare un esempio, un Seamaster prodotto in quegli anni da Omega nacque mettendo insieme cassa, quadrante, bracciale e indici che Genta aveva progettato separatamente. Non erano elementi figli di un unico progetto.

Omega Seamaster CK 14710, foto omegawatches.com

Da questo si deduce anche che probabilmente il bracciale chicco di riso di Omega è stato disegnato da Gerald Genta.

Per quanto riguarda gli Omega Constellation, sembra invece che due esempi di design Genta siano le referenze 14900 e 168.009, due modelli totalmente diversi sia dal punto di vista della cassa che del dial.

Omega Constellation 14900, foto omegaforums.net

Il 14900 ripresenta alcuni elementi del Polerouter, come l’anello esterno tridimensionale, il dial crosshair e le sfere dauphine.

Omega Constellation 168.009, foto fratellowatches.com

Il 168.009 incarna invece la terza generazione di Constellation ed ha un design molto diverso rispetto ai precedenti modelli. A saltare subito all’occhio sono la forma della cassa a C ed il dial che si presenta in veste più pulita e moderna, interrompendo con il passato.

Audemars Piguet Royal Oak

Genta cominciò a collaborare con Audemars Piguet nel 1953, disegnando più o meno tutti i modelli più importanti della casa. La svolta arrivò però con il Royal Oak.

Georges Golay, consigliere delegato di Audemars Piguet, un pomeriggio del 1970 telefonò a Genta per chiedergli un orologio sportivo ed impermeabile in acciaio, che fosse però qualcosa di totalmente nuovo. Genta trasse allora ispirazione dall’elmetto di uno scafandro ed il giorno dopo presentò la sua idea a Golay, che diede il via libera per procedere.

Per arrivare al prototipo finale ci volle circa un anno. Il risultato, presentato nel 1972, fu straordinario. Lunetta ottagonale, bracciale integrato, viti a vista e quadrante guilloche clous de paris sono alcuni degli aspetti che rendono tutt’oggi il Royal Oak una leggenda dal punto di vista del design.

Il diametro era di 39mm, decisamente oversize per l’epoca. La dimensione fu probabilmente uno dei fattori che non fecero ottenere successo immediato al Royal Oak.

Patek Philippe Nautilus

Gerald Genta aveva già lavorato per Patek Philippe nel 1968, disegnando il Golden Ellipse.

Golden Ellipse

Durante una Basel Trade Fair di qualche anno dopo, Gerald Genta si trovò seduto nello stesso ristorante in cui c’erano alcuni membri di Patek Philippe. Conoscendo la passione della famiglia Stern per la navigazione, prese una penna e disegnò su un tovagliolo una bozza di orologio che si ispirava ad un oblò. Il disegno venne accolto con entusiasmo in casa Patek Philippe e Genta si dedicò così allo sviluppo del prototipo nel suo laboratorio.

Il Nautilus referenza 3700/1 venne presentato nel 1976, ma ottenne successo solamente negli anni ottanta.

foto publiccompanypeople.com

Il design del Nautilus, 42mm di diametro, ricorda quello del Royal Oak, pur con alcune differenze. La lunetta assume la forma di oblò facendosi più tozza e smussata, il dial è lavorato a righe orizzontali, le viti non sono a vista e ai lati della cassa compaiono due vistose spallette. Il bracciale è integrato anche in questo caso, sfere ed indici applicati restano a bastone.

IWC Ingenieur

L’IWC Ingenieur era in produzione dal 1954, ed era un orologio classico pensato per gli scienziati. Negli anni ’70 IWC decise di svecchiarne le linee affidando il lavoro a Gerald Genta.

Il design del nuovo Ingenieur, presentato nel 1976, aveva poco in comune con quello originale. La cassa disegnata da Genta era tonneau ed aveva una lunetta tonda con viti a vista. Il diametro era di 40mm, ragion per cui la referenza venne chiamata Ingenieur Jumbo. In linea generale, si potrebbe vedere questo nuovo Ingenieur come un Royal Oak in cui spariscono tutti gli spigoli e le linee diventano curve.

IWC Ingenieur 1832, foto chronext.co.uk

Il dial presenta una lavorazione a scacchi, con sfere ed indici applicati a bastone.

L’ IWC Ingenieur fu uno di quegli orologi che Genta progettò ma non possedette mai. Questo fatto non deve però stupirci: la sua collezione non era particolarmente ampia e d’altronde vedeva gli orologi come l’antitesi della libertà.

Queste sue ferme idee sugli orologi non si fermavano qui. Non sopportava quelli troppo spessi, ragion per cui riteneva il Royal Oak Offshore uno scempio al suo progetto. Allo stesso tempo non apprezzava il JLC Reverso perché lo vedeva troppo femminile al polso di un uomo. Un orologio che per lui rappresentava invece la perfezione era il Rolex Datejust, di cui non ebbe mai occasione di disegnare un esemplare.

Gli orologi Disney

Nel 1969 Genta aveva fondato il proprio brand, nel cui catalogo figuravano prevalentemente orologi di lusso con ripetizione minuti e altre complicazioni, come ad esempio l’ Octo Granda Sonnerie Tourbillion.

Negli anni ’80 Gerald siglò un accordo tra il suo brand e la Walt Disney Company, che gli permise di creare orologi di lusso utilizzando i personaggi Disney. Il progetto nacque inizialmente per soddisfare la richiesta di un privato, ma ottenne molta fama e venne sviluppato ulteriormente in una collezione denominata Fantasy.

foto hjwatch.com

Erano esemplari d’alta orologeria contenenti complicazioni come tourbillon, minuti retrogradi e secondi morti. Tra i personaggi dei suoi orologi c’erano Topolino, Minnie, Pippo, Paperino e Paperon de’ Paperoni.

Bulgari Bulgari

Sempre negli anni ’80 venne chiesto a Gerald Genta di ridisegnare il Bvlgari Bvlgari. Anche questa volta la revisione venne inizialmente accolta con poco entusiasmo, per poi rivelarsi in seguito il più grande successo di Bulgari.

Il concept del Bulgari Bulgari erano le monete dell’antica Roma, per cui Genta ebbe l’idea di aggiungere una doppia incisione Bvlgari Bvlgari sulla lunetta. Idea che naturalmente si rivelò azzeccatissima.

Nel 1999 Bulgari acquisì addirittura il brand di Genta, che a sua volta si dedicò un paio d’anni alla pittura. Nel 2001 tornò tuttavia a dedicarsi agli orologi fondando un nuovo brand denominato Gerald Charles. I precedenti modelli da lui prodotti restarono sotto il marchio Bulgari, che dal 2011 fa parte della società Louis Vuitton–Moët–Hennessy.

Cartier Pasha

Negli anni ’30, il Pascià di Marrakech commissionò a Cartier la creazione di un Tank impermeabile, che potesse essere indossato anche mentre faceva il bagno. Cartier soddisfò la sua richiesta fornendogli una versione modificata di Tank, in cui si era lavorato in particolare sull’impermeabilizzazione della corona.

Rievocando questo fatto, nel 1943 venne introdotto sul mercato il Cartier Pasha, un orologio impermeabile e le cui linee rimandavano al lusso del Pascià di Marrakech. Il Pasha venne dotato di una giglia metallica a protezione del cristallo e di un tappo copri-corona a vite collegato alla cassa tramite una piccola catena.

foto chronextcms.imgix.net

Nel 1985 Genta venne incaricato di modernizzarne il design. La modifica più evidente che apportò fu quella di privarlo della griglia protettiva, dando di fatto nuova vita ad un orologio storico.

Gerald Genta Grande Sonnerie Tourbillon

Gerald Genta morì ad 80 anni nel 2011, lasciandosi dietro una scia di design che comprende alcuni tra gli orologi più iconici della storia. Quelli che abbiamo elencato sono solamente alcuni dei design di Genta. Si stima infatti che possa aver disegnato almeno 100.000 orologi.

Inoltre ci siamo soffermati soltanto su progetti sviluppati per terzi, per cui è giusto chiudere con un orologio che Genta ha realizzato nel 1994 per il proprio brand, prima che passasse a Bulgari.

Si tratta del primo Grande Sonnerie Tourbillon, all’epoca l’orologio più complicato al mondo. Oltre alla cassa ottagonale a gradini, otto erano anche gli esemplari prodotti e le complicazioni presenti nel movimento. La ripetizione minuti del movimento riproduceva i rintocchi del Big Ben tramite l’utilizzo di quattro gong.

La famosa collezione Octo di Bulgari riprende il concetto della cassa ottagonale, rivedendolo in chiave più sportiva e minimale.

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